F.A.Q.

1. Analisi dei valori nutrizionali
I valori nutrizionali valgono il 70% dell’Health Score e vengono valutati attraverso il Nutri Score (link), un sistema sviluppato dall’Istituto nazionale francese per la ricerca sulla salute e la medicina . Il Nutri Score prende in esame la quantità e la concentrazione di calorie, grassi, zuccheri, proteine, sale e fibre e assegna un punteggio che va da A ad E ad ogni prodotto alimentare. Il Nutri-Score è ufficialmente raccomandato dalle autorità sanitarie di Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Spagna.

2. Qualità degli ingredienti.
La qualità degli ingredienti vale il 30% dell’Health Score e viene valutata attraverso il Nova Food Classification, un sistema riconosciuto dalla FAO e dalle Nazioni Unite. Il Nova si suddivide ogni prodotto alimentare in quattro categorie, sulla base del livello di processazione degli ingredienti. E’ dimostrato che consumare cibi altamente processati aumenta notevolmente il rischio di sviluppare il cancro, diabete o patologie cardiocircolatorie (link). Inoltre, l’Health Score attribuisce un punteggio aggiuntivo ai prodotti alimentari biologici. E’ infatti dimostrato che i prodotti biologici sono migliori per la salute rispetto a quelli convenzionali, poiché contengono un minore residuo di pesticidi e di antiparassitari e una migliore qualità dei nutrienti (link).

Assieme al nostro partner scientifico eAmbiente Group, leader in consulenza ambientale e energetica, abbiamo studiato più di 2000 paper scientifici internazionalmente riconosciuti per sviluppare la nostra metodologia innovativa di calcolo delle emissioni di carbonio. Valutiamo le emissioni di gas serra prodotte lungo tutto il ciclo di vita del prodotto finito, dalla fase di coltivazione (o allevamento) fino al momento del consumo. 
                  • Per prima cosa, ad ogni prodotto alimentare viene attribuita una categoria di riferimento (Carbon Category), che riporta le emissioni medie di quella specifica categoria merceologica (per es. mele, latte vaccino, carne di manzo, etc.). 
                  • Dopo aver attribuito un valore medio di emissioni, applichiamo dei correttivi al risultato prendendo in considerazione alcuni fattori specifici del prodotto, come il luogo di origine, la composizione del packaging e il metodo di produzione. Con questa metodologia siamo in grado di fornire una stima molto precisa delle emissioni di gas serra generate dalla maggior parte dei prodotti alimentari confezionati distribuiti nel mercato.

Il diossido di carbonio (o anidride carbonica o CO₂) è uno dei principali gas serra. Questi gas rilasciati nell’atmosfera trattengono alcune componenti della radiazione infrarosso prodotta dal sole, causando il fenomeno noto come “effetto serra” e quindi il riscaldamento globale. Dato che la CO₂ è il principale gas prodotto dalle attività umane, in particolare dalla combustione del carburante, è consuetudine quella di tradurre tutti i gas serra in CO₂, in modo da ottenere un indicatore univoco.
Si stima che il 34% delle emissioni di CO2eq. prodotte da attività umane derivi dal sistema alimentare (link) L’attività agricola e di allevamento contribuisce alle emissioni di gas serra in diversi modi:
                  • I fertilizzanti, ampiamente utilizzati in agricoltura, emettono ossido di azoto (N2O). Un grammo di N2O riscalda l’atmosfera circa 300 volte di più della CO₂.
                  • Il bestiame, specialmente i bovini, produce metano (CH4) durante la digestione. Un grammo di CH4 riscalda l’atmosfera circa 25 volte di più della CO₂.